Due ragazzi e un trasportino
Tra qualche giorno, forse tra qualche ora le truppe armate entreranno in Kiev precedute da bombardamenti a tappeto. Verranno fatte esplodere le pietre e la carne così come nelle altre città.
Giorni fa a Kiev, sotto un cielo plumbeo in cui risuonavano le sirene del coprifuoco, su una motoretta, diretti verso un rifugio, c’erano un ragazzo, una ragazza, e un gatto nel suo trasportino; nessun bagaglio, solo due piccoli zainetti sulle spalle. Non puoi portarti su un motorino grandi bagagli: è impossibile, non ci stanno, ma puoi portarti tutto l’amore che vuoi: quello ci sta. E se l’oggetto del tuo amore è un gatto vedrai che ci sta anche lui. Il cronista li aveva ripresi per la strada, la ragazza teneva con la mano il trasportino come se fosse una borsetta e velocemente si erano dileguati verso il loro destino.
In tutti questi giorni ho pensato spesso a loro, forse ce l’hanno fatta e con la loro motoretta e il gatto sono riusciti a scappare dalla guerra ma, più probabilmente, il ragazzo è finito al fronte e la ragazza è nelle strade della città a intessere teli mimetici o sbriciolare polistirolo per fare le bottiglie molotov .. e il gatto? Già!
Dedicato a tutti gli esseri viventi travolti dall’atroce stupidità della guerra.